Sentenze

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Emule illegale sui Pc dell’amministrazione americana

venerdì, novembre 20th, 2009
Oggi il governo degli stati uniti ha emanato un provvedimento che renderà illegale utilizzare i programmi peer to peer su tutti i computer di enti e organi statali negli Stati Uniti.
Il provvedimento chiamato Secure Federal File Sharing Act è volto a tutelare le amministrazioni dei vari enti negli US che nel corso degli ultimi anni si sono trovate sempre piu’ spesso
in situazioni imbarazzati a causa dell’utilizzo da parte dei propri dipendenti di software come Emule ed simili che hanno causato fughe di dati, informazioni e notizie riservate.
Tra le ultime situazioni imbarazzanti l’elenco degli spostamenti del presidente Obama.
Il problema principale a detta degli stessi redattori dell’atto è il livello informatico medio dei dipendenti della pubblica amministrazione americana che vanno spesso a condividere l’intero hard disk rendendo di fatto
pubblico il contenuto degli stessi. Una grossa falla dunque per la sicurezza nazionale che si tenta quanto meno di arginare con quest’atto.

Oggi il governo degli stati uniti ha emanato un provvedimento che renderà illegale utilizzare i programmi peer to peer su tutti i computer di enti e organi statali negli Stati Uniti.

Il provvedimento chiamato Secure Federal File Sharing Act è volto a tutelare le amministrazioni dei vari enti negli US che nel corso degli ultimi anni si sono trovate sempre piu’ spesso

in situazioni imbarazzati a causa dell’utilizzo da parte dei propri dipendenti di software come Emule ed simili che hanno causato fughe di dati, informazioni e notizie riservate.

Tra le ultime situazioni imbarazzanti l’elenco degli spostamenti del presidente Obama.

Il problema principale a detta degli stessi redattori dell’atto è il livello informatico medio dei dipendenti della pubblica amministrazione americana che vanno spesso a condividere l’intero hard disk rendendo di fatto

pubblico il contenuto degli stessi. Una grossa falla dunque per la sicurezza nazionale che si tenta quanto meno di arginare con quest’atto.

La spagna dice SI ad Emule: scaricare legale!

mercoledì, luglio 15th, 2009

Colpo di scena sull’ormai sempre più aggrovigliato scacchiere internazionale che vede le major impegnate in una vera e propria guerra ad Emule e più in generale al mondo Peer to Peer.

Il giudice del tribunale 7 del distetto di Barcellona ha rigettato l’istanza di violazione della proprietà intellettuale nei confronti di Emule presentata dalla SIAE Spagnola nei confronti di Emule.  Il giudice ha motivato la sentenza con una serie di motivazioni:

1) la mancanza di uno scopro di lucro vero e proprio da parte degli utenti che scaricano i files per un uso personale e non per trarne profitto

2) la non presenza sui server di Emule di alcun file; i file che gli utenti si scambiano e condividono sono infatti nei computer degli utenti stessi.

3) la presenza sulla rete di Emule di moltissimi file che non sono coperti da diritti d’autore o che hanno diritti scaduti e per i quali non può esser esercitato alcun diritto o rivalsa.

La quarta motivazione è invece un po’ più tecnica e si basa sul fatto che caricare o comunque condividere un file con altri non costituisce di per se copia del file stesso.

Un colpo di scena davvero incredibile soprattuto alla luce di quanto successo in quest’ultimo mese con i colpi di scena di MegaUpload in Germania e The Pirate Bay in Svezia.

Perchè Emule non è stato multato?

mercoledì, luglio 1st, 2009
Emule tra multe e condanne continua la sua attività

Emule tra multe e condanne continua la sua attività

In queste ultime settimane il mondo dei peer to peer e dello scambio di file è piuttosto rovente. Fioccano infatti le condanne da una parte ed i tentavivi di bloccare la rete dall’altra parte. Emule però in questo marasma generale sembra vivere la sua vita lontano dalla ribalta, perchè?

Il discorso è da ricercare nella natura stessa di Emule, nella sua architettura, nel suo progetto di rete indipendente.

Emule infatti si basa su di un concetto chiave, quello di distribuire il più possibile le risorse tra i computer evitando di accentrare i dati in un unico punto che per forza di cose diventerebbe critico.

In un modello in cui tutti i computer fanno riferimento ad un unico cuore centrale il blocco dello stesso comporta di fatto la morte immediata della rete. In un sistema in cui l’intelligenza e le risorse sono diffuse invece la perdita di uno o più anelli della catena è di fatto indifferente per la sopravvivenza del sistema.

Emule poi utilizza 2 reti tra loro complementari ma allo stesso tempo indipendenti: la rete E2K e la rete Kad.

Mentre la rete e2K utilizza una serie di server per la gestione di informazioni che sono un numero finito e dunque potenzialmente attaccabili la rete Kad fa si che tutti gli utenti collegati siano server e client formando così una rete veramente difficile da bloccare visto soprattutto il numero medio di computer contemporanemente connessi ad Emule che mediamente supera i 3/5 milioni.

Altra differenza di emule è la natura del progetto che è del tutto Open Source. Non esiste dunque una società che guadagna o che è responsabile per lo sviluppo o dal punto di vista giuridico per Emule a differenza di progetti come Rapid Share o The Pirate Bay ove la proprietà intellettuale e giuridica del prodotto era ben identificabile. Nel mondo di Emule chi vuole aderire e supportare la causa è del tutto libero di farlo.

Queste sono dunque le principali differenze e ragioni per le quali ad oggi Emule non ha ancora subito condanne come i suoi principali concorrenti.

Maxi multa per Rapidshare: 24 milioni

giovedì, giugno 25th, 2009
Rapid Share condannato a 24 milioni di Euro di Multa

Rapid Share condannato a 24 milioni di Euro di Multa

Primo round a favore della GEMA la potente associazione di compositori, autori ed etichette discografiche che mette a punto un primo pesantissimo colpo contro il popolare sito di file sharing condannato per l’appunto in queste ore ad una salatissima multa da 24 milioni di euro per aver favorito lo scambio di materiale coperto da copy right tramite i propri server.

La senteza, deliberata dalla corte federale di Amburgo si pone come una pietra miliare nella lotta contro la pirateria che multa un’azienda per aver favorito lo scambio di materiale protetto con il suo sito.

Repishare non solo dovrà pagare questa maxi multa da 24 milioni ma dovrà attuare una serie di soluzioni atte ad impedire lo scambio di materiale protetto attraverso i propri server. Un colpo durissimo per uno dei principali siti per lo scambio di file dopo la condanna di pirate bay avvenuta nelle scorse settimane.