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The Pirate bay torna all’attacco con una VPN per rendervi anonimi

giovedì, gennaio 21st, 2010
Continua la querelle sul portale The Pirate Bay, il famoso motore di ricerca per torrent svedese.
Dopo una causa che ha visto i proprietari condannati a risarcimenti milionari per danni contro le major ed ad una quasi contemporanea acquisizione del portale da parte di un ISP Svedese che ne ritirò gli asset strategici, The Pirate Bay torna ora all’attacco un una strategia volta a driblare la nuova legge messa a protezione del copy right dal governo svedese chiamata IPRED.

Il prodotto utilizzato si chiama Ipredatore e si tratta di una rete VPN ad alto livello di crittaggio grazie alla quale diviene impossibile per gli ISP e dunque per il governo capire la tipologia dei dati che passano attraverso questa nuova rete.

Il principio è dunque semplice: se nessuno è in grado di decrittare i dati diventa dunque impossibile capire se i dati stessi siano o no risalenti a materiale legale o no.Il servizio, già disponibile a tutti gli utenti (anche per coloro che si trovano all’etero) ha un costo di 5 euro, necessari per mantenere l’infrastruttura stessa. Con questa mossa, e con quest’elevatissimo grado di sicurezza e crittaggio viene fatto dunque un ulteriore evoluzione delle reti P2p e dell’infinita lotta tra downloader illegali e Major.

Ed ecco il link (della versione in inglese) https://www.ipredator.se/index.php?lang=en

Nuove liste server per Emule

martedì, gennaio 19th, 2010

Con l’inizio del 2010 è forse il caso di dare una svecchiata alla lista dei server su cui emule si appoggia.

Quest’operazione è davvero importante poichè dalla lista dei server dipende il corretto funzionamento della rete edonkey2000.
Per dubbi o approfondimenti sulle reti che emule utilizza e come queste lavorino vi consiglio questi pratici e brevi articoli che illustrano il funzionamento delle reti di emule.
Per quanto invece riguarda la procedura di aggiornamento dei server se avete dubbi ecco qui un veloce articolo che spiega come aggiornare i server di emule.
Arriviamo quindi alla lista vera e propria:
212.63.206.35:4242 – eDonkeyServer No2
91.194.40.23:4184 – TV Underground
87.230.83.44:4661 – www.UseNeXT.to
80.237.156.72:4661 – www.UseNeXT.to 2
195.242.153.66:4500 – Sharing Kingdom 1
83.140.191.160:4500 – StormShare 1
Grazie a questa nuova lista di server il vostro eMule dovrebbe guadagnare velocità e soprattutto migliorare nelle ricerche.
Fate sempre attenzione al materiale che scaricate, utilizzate sempre un buon antivirus aggiornato e controllate sempre che ciò che state per scaricare non sia protetto dal diritto d’autore.

Più privacy con iMule

lunedì, gennaio 18th, 2010

Il mondo emule è sempre in continua evoluzione e la novità della settimana pare proprio essere imule, una nuova versione dell’impareggiabile e famoso peer to peer che in questa nuova release promette di risolvere il problema dell’anonimato dell’utente.

Il problema poteva essere risolto fino ad oggi utilizzando solo KAD. Kad o Kademilia è una delle due reti su cui si appoggia Emule per le proprie ricerche.

Ovviamente, utilizzare solo una delle 2 reti di ricerca a disposizione diminuisce e limita in modo considerevole le prestazioni di Emule.

Ma in che cosa si differenzia iMule da eMule? La differenza principale è nell’utilizzo di una paritcolare rete kad detta I2P.

Grazie a quest’ultima rete viene dunque grarantito il massimo dell’anonimato ed al contempo una perfetta stabilità. Per ora il progetto è ancora in fase di sviluppo e viene rilasciato in versione beta a questo indirizzo: http://www.imule.i2p.tin0.de/

Ovviamente, come tutti i progratti emule, anche imule è un progetto open source e quindi liberamente scaricabile senza alcun costo di licenze.

EMule alleato della polizia nella lotta alla pedofilia

giovedì, gennaio 14th, 2010
Emule ha cambiato l’abitudine di molte persone ed in particolare il modo in cui fruire di materiale audiovideo e di immagini.
Oggi milioni di utenti utilizzano emule per reperire e condividere il materiale di proprio interesse attreaverso la rete peer to peer più grade del mondo.
Come in ogni comunità però a volte capita che ci siano delle mele marcie, degli individui amorali e senza scrupoli che utilizzano per scopi deprecabili.
Purtroppo, con il cambiamento delle abitudini e la progressiva digitalizzazione dei contenuti Emule, suo malgrado si è venuto a trovare come uno dei canali più semplici e veloci per lo scambio di materiale pedopornografico.
Fino qui nulla di nuovo e soprattutto nulla di positivo, la cosa positiva è invece che ogni persona quando scambia file (quindi anche immagini e video) lascia dietro di se una scia di informazioni come l’IP che rendono la persona identificabile.
Ed è proprio grazie a questa scia di informazioni che la polizia di Bari è riuscita a sgominare una banda di 11 persone insospettabili dedita appunto a questo tipo di scambi. Bravi dunque ai polizziotti di bari e alla polizia di generale
che dimostra di padroneggiare in modo avanzato le nuove tecnologie e soprattutto toglie dalla circolazione persone delle quali la collettività non sentirà un gran che la  mancanza.

Porta più soldi alle major chi scarica o chi non scarica?

lunedì, novembre 9th, 2009
Porta più soldi alle major chi scarica o chi non scarica?
LA lotta alla pirateria e a quella musicale in particolar modo è diventata una vera e propria ossessione per le etichette musicali
tanto che gli investimenti volti a combattere il fenomeno sono maggiori del danno procurato. Oggi a tale campana si aggiunge un’analisi
commissionata dalla BBC a Demos volta a capire le abitudini di 2 diversi target di consumo gli utenti accaniti di sistemi di downloading
illegale come emule, pirate bay, rapid share e quant’altro verso coloro che acquistano solo musica dai canali ufficiali.
Secondo quest’analisi risulterebbe che gli acquirenti dediti ai canali non ufficiali hanno in ogni caso uno scontrino medio di acquisto di musica
legale on line pari ad 80 euro verso i 40 di coloro che utilizzano solo i canali di distribuzione legali.

La lotta alla pirateria e a quella musicale in particolar modo è diventata una vera e propria ossessione per le etichette musicali tanto che gli investimenti volti a combattere il fenomeno sono maggiori del danno procurato.

Oggi a tale campana si aggiunge un’analisi commissionata dalla BBC a Demos volta a capire le abitudini di 2 diversi target di consumo gli utenti accaniti di sistemi di downloading illegale come emule, pirate bay, rapid share e quant’altro verso coloro che acquistano solo musica dai canali ufficiali.

Secondo quest’analisi risulterebbe che gli acquirenti dediti ai canali non ufficiali hanno in ogni caso uno scontrino medio di acquisto di musica legale on line pari ad 80 euro verso i 40 di coloro che utilizzano solo i canali di distribuzione legali, sempre dalla stessa analisi appare come il valore percepito di un singolo mp3 non supera i gli 0,50 euro e che oltre tale soglia decade rapidamente l’interesse all’acquisto da parte degli utenti.

Sempre più spesso dunque il consumatore si orienta verso scelte di consumo ibride fruendo di volta in volta da canali legali e non in funzione dell’importanza e dell’interesse del prodotto d’acquistare

Pirate Bay è stato venduto!

martedì, giugno 30th, 2009

The Pirate Bay vendutoGrande colpo di scena nella querelle che vede alla sbarra i fondatori del famoso sito per ricercare torrent The Pirate Bay.

La notizia apparsa in rete nel corso della mattinata è stata poi nelle prime ore del pomeriggio confermata degli stessi ormai EX proprietari del più grande motore di ricerca al mondo per Torrent.

The Pirate Bay secondo le indiscrezioni passerebbe di mano per una cifra decisamente esigua: 5 milioni di euro che la società svedese GGF verserebbe per il 50% in contanti e per il restante 50% attraverso la cessione di azioni. Un valore esiguo dunque per uno tra i siti più visitati al mondo sul quale però pendono di fatto condanne passate in giudicato per svariati milioni di euro e che dunque di fatto ne appesantiscono la liquidità.

Quello che sarà il futuro di The Pirate Bay è a questo punto del tutto nebuloso anche se si prospetta l’ennesimo remake di quanto già successo per il padre di tutti i siti di file sharing: Napester con il tentativo di trasformare il modello free in un modello a pagamento. Per ora sono comunque tutte ipotesi, solo ad agosto si saprà, con l’entrata ufficiale del nuovo gruppo al timone di The Pirate Bay quale sarà il futuro del portale.

Intanto in tutta questa turbolenza di condanne, passaggi di proprietà e colpi di scena il caro e vecchio Emule prosegue la sua onorata carriera al riparo, grazie alla configurazione della sua rete, da blocchi o condanne (almeno per ora).